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IoVoglioTour

IoVoglioTour 2018, tappa 2: in cammino tra desideri di cura e di relazione

Ruggero ha capelli ricci ribelli e un sorriso luminoso: è il primo pellegrino a unirsi al nostro cammino, e questo ci rende particolarmente emozionati e grati. È con noi in attesa a Santa Maria Novella, si respira un’aria speciale stasera: “Sono carichissimo per questa avventura” – ci confida entusiasta, e attorno a noi l’energia è talmente accesa che la stazione sembra sul punto di farci volare via – verso i nostri desideri. Invece a farci volare via per ora è un treno che ci porta fino a San Miniato, assieme alle nostre fidate bici. Scesi dal treno, l’energia della partenza si trasforma in energia dell’incontro: ad accoglierci al convento francescano che ci ospita per la notte, c’è Adam, che nella vita si prende cura di chi ha si è perso un po’ per strada, per favorirne il re-inserimento sociale. Nasce subito una connessione con il nostro progetto: Adam infatti propone un percorso sul sogno. Il bi-sogno di un sogno, di un desiderio, per ritrovare la strada. Noi la strada la riprenderemo domattina per Altopascio, e nel mentre ci lasciamo travolgere da una nuova energia: un gruppo di spagnoli ci si fa incontro. Sono lì per mettere in scena uno spettacolo teatrale sotto forma di coro, e Ruggiero ha un’idea: farli esibire per noi, e subito dopo regalarci un loro desiderio, sull’onda del canto.

Comincia Juan, che condivide il suo “Iovoglio essere più connesso con le persone, comunicare più facilmente con gli altri”. Stiamo entrando nel sentiero della relazione – osserverà verso sera Iacopo – il fil rouge che sembra unire molti dei pellegrini incontrati. E infatti Maria ci dona un “Iovoglio prendermi più cura degli altri”. La cura degli altri che torna. Marta invece condivide un “Iovoglio continuare il mio cammino”. La cura di sé.
Arriva l’ora di cena, e con la cena nuovi incontri e nuovi desideri. Siamo nella sala, bellissima, in cui cenavano anticamente i monaci. L’atmosfera è pregna, di Storia, e delle storie che ascoltiamo. Anna ha perso qualcuno, che un giorno ha deciso di non esserci più, e da allora si è messa a camminare, letteralmente parlando. Ha fatto un tratto iniziale della Francigena assieme al marito, ora sta proseguendo da sola, dopodiché concluderà il cammino di nuovo con il marito. La perdita di una relazione fraterna. Ma un altro tipo di relazione che va avanti, con il marito, e la nutre. Il desiderio di Anna: “Iovoglio continuare ad avere dentro di me l’equilibrio che sto raggiungendo camminando” ci rende ancora più consapevoli della forza della Francigena, e ce ne andiamo a dormire con la consapevolezza del cammino come mezzo per mettere in relazione mente e corpo.
La mattina dopo siamo pronti a partire per Altopascio, tra sentieri serrati e boschi. La tappa non è particolarmente impegnativa, e questo ci permette di dedicare più tempo all’incontro, alle persone che hanno voglia di spendere una parola con noi. Anche questa giornata ci porta dentro i meandri della relazione, sotto varie forme: incontriamo una coppia nata da poco, in allenamento per Santiago. Hanno deciso di cominciare la loro storia d’amore con questo pezzo di cammino condiviso. Un percorso che inizia – su strada e nella vita.

E ancora, 2 capi scout con un gruppo di adolescenti. Entrambi ci confidano di avere sofferto nel lasciare a casa il figlio piccolo, o la moglie appena sposata. La relazione torna anche nei discorsi di Francesco: in 14 anni, è la prima volta che parte da solo, senza la compagna, ma ne ha sentito la necessità, ha perso il lavoro: “Iovoglio prendermi dei giorni per me stesso; io voglio ridefinire i miei obiettivi e i miei desideri; Iovoglio ridare valore al concetto di solidarietà per farmi esempio per gli altri”. E la sinergia vitale che ci ha accolti ieri sera con il gruppo di spagnoli sembra ritornare nel desiderio che chiude questa giornata: ci imbattiamo in un vecchio mulino dell’800 ora trasformato in club privé. Il gestore non ha difficoltà a raccontarci il suo desiderio: “Iovoglio stare sopra la giostra e non sotto a guardare gli altri giocare”, essere libero di fare quel che gli piace, continuare ad essere felice, essere protagonista della vita che scorre, nei suoi aspetti più piacevoli e terreni. Ci voltiamo e non a caso ci troviamo in mezzo a un campo di girasoli: il girasole, si sa, come simbolo di allegria e spensieratezza. Ma il comportamento del girasole, il suo volgere lo sguardo verso il sole dall’alba al tramonto, ha un ulteriore significato: la dedizione, il desiderio di stare con le persone care.
E allora ci siamo, ragazzi, ci siamo proprio dentro, in questo IoVoglioTour 2018, al desiderio di relazione, di cura e dedizione verso gli altri – con intervalli di dedizione e cura verso sé stessi, prima di tornare nella relazione.
E domani si continua a pedalare, e a bloggare – seguiteci su strada, o su questo blog!!

I Wish Hunters – i cacciatori di desideri

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IoVoglio imparare a calibrare caos e silenzio

La mappa mi dice che il fiume che ho davanti si chiama Ayr – così come il paese scozzese in cui mi trovo in vacanza-studio con un gruppo di studenti. Il fiume mi scorre lento davanti: ho scelto di sedermi sul verde accanto a un albero, al riparo dal caos, in cerca di un po’ di silenzio. Mi rigenero dinnanzi all’acqua che non schiamazza e ha solo in mente di arrivare serena all’insenatura non troppo lontano dall’Atlantico, gettarcisi dentro senza troppo clamore. Sono ad Ayr da pochi giorni e già ho la testa piena di cose: i miei studenti da non perdere d’occhio, le richieste e i borbottii, le urgenze e il rumore – spesso per nulla. Il momento dei pasti è piuttosto tragico: mi faccio largo tra la baraonda di adolescenti internazionali che nel rimescolio di chiacchiere in più lingue formano un coro non sempre armonioso da sentire. Eppure li adoro, questi adolescenti che hanno sempre qualcosa da (ri)dire, che sanno di brufoli e allegria – riflesso di energia pura che spinge a vivere sempre a cento all’ora.

Io i miei cento all’ora ancora ce li ho, ma necessitano, di tanto in tanto, di uno stacco di estremo silenzio. Ritorno col pensiero alle sfide al silenzio incontrate già il giorno della partenza: alle 6 di mattina il bar a Linate era chiassoso quanto alunni in attesa ai cancelli della scuola. Sembrava che mezza Italia fosse lì sul punto di partire – assieme a me. Mi rivedo circondata da persone in versione viaggio ovunque, tutti ingombri di valigie ed euforia, pronti a partire per non importa dove: “andare in vacanza” è qualcosa che si basta da sé. Rivedo me che sfido quel chiasso mattutino un po’ a disagio e mi ripeto come un mantra che è giusto così, sono dentro un aeroporto, in fondo è luglio tempo di vacanze, ma le mie orecchie non sono abituate e cercano riparo al fracasso. Invano.

 

Faccio la fila buona buona all’unico bar strepitante, sognavo una colazione lenta e riposante invece scanso a fatica la folla e mi ricavo uno spazietto sul bancone con sgabello, vorrei sparire invisibile ma il mio metro e 80 si nota fin da seduta così fingo indifferenza, sognavo di mettermi a scrivere sul portatile ispirata dal silenzio dell’alba invece mi ritrovo stipata a tentare di non rovesciare il cappuccino sul trio latinoamericano che mi parla animatamente a fianco, penso ma sì dai, stanno per prendere il volo, sono emozionati, che vuoi che sia un po’ di animata conversazione?? Fingo di non sentire ma le urla al sapore di caffeina mi invadono il cervello. Chissà se sono dovute alla caffeina – mi chiedo con mezzo sorriso.

Mezzo perché da sorridere qui non c’è molto: sono fuori dal letto dalle 5. Ho stipato sbadigli e ultime cose in valigia e sono uscita dall’albergo dentro una Milano buia di pace. In giro ancora poche luci e pochi passanti, molto sonno-lenti. Bello. L’alba, un momento di rigenerazione prima della frenesia del giorno. Mi sono infilata nel taxi e pure il tassista era in vena di parlare, ripeteva tu non sai quant’è vicina la Centrale a Linate, pochi km davvero, un city airport, un aeroporto dentro la città, ed io pensavo sia lodato questo city airport, ché altri 10 minuti ad ascoltare non li avrei retti. Il mio tempo del mattino è un po’ lento, necessita di attimi di silenziosità per re-infilarmi nel ciclo attivo del giorno. Non so se vale per tutti, ma trovo per me estremamente importante riuscire ad alternare momenti di energetico trambusto e quiete assoluta. Solo che non è sempre facile: la vita ti richiede attenzioni continue, ti tira per il braccio appena cerchi di crearti uno spazio di riposo privo di parole. Spesso strafaccio per questa mia (s)mania di dire sempre sì ai ritmi chiassosi della vita.

Ora sono in Scozia circondata da vitalità estrema – ho perso il conto dei giovani schiamazzanti che girovagano per il college da mattina a sera, incuranti del mondo attorno. Eppure avverto anche ora il bisogno di ricavarmi brevi momenti di non-suono. Le mie nuove colleghe qui lo hanno già capito. Altri lo capiranno. Io voglio imparare a godermi il mio silenzio senza sentirmi in colpa per non starmene di continuo dentro il flusso assordante delle cose che strepitano. Io voglio imparare a calibrare il caos e il silenzio della vita, i pieni rumorosi e i vuoti silenziosi.

Verusca

Prima tappa 2018: scelgo di andare avanti, non di avere paura

Il secondo giorno dell’IoVoglioTour 2018 ci trova pronti a metterci sulla strada verso Aulla, nella zona nota come Lunigiana, a pochi chilometri dalla Liguria. Come questo paesino che sorge in posizione strategica di mezzo tra i passi delle Cisa, del Cerreto, Lagastrello e sulla strada per Casola e la Garfagnana, anche noi oggi abbiamo la sensazione di trovarci a un crocevia, nel mezzo di decisioni da prendere lungo il percorso, quale sentiero percorrere che sia il più adatto alle nostre esigenze, che ci porti spediti e comodi verso il nostro obiettivo odierno, Sarzana. Ma la vita, si sa, non è sempre comoda. Scopriamo così che la via Francigena non è solo spettacolare, ma pure impegnativa. Ci troviamo di fronte a complessità di vario tipo, che si manifestano con scelte non del tutto azzeccate: sbagliamo strada un paio di volte, con dispendio di tempo ed energie. Il giallo-verde della natura, la vista di ruderi di antichi castelli, caprette e mucche a chiazzare i prati, finiscono per farsi piccole consolazioni nei nostri ripetuti dietro-front. Ci sono punti della via Francigena che non sono percorribili in bici, e ci colgono un po’ impreparati, ma si prosegue, da qualche parte, si va comunque avanti.

Ci capita poi una deviazione poco fortunata, e ci troviamo davanti due cani maremmani che ci bloccano la strada. Cosa sta succedendo? Ci sentiamo un po’ spaesati, forse dentro qualcuno di noi ha tracce di paura, ma non lo fa vedere. Il giorno continua e si porta appresso la stanchezza delle difficoltà incontrate. Giunti ai pressi di un paese, ci sorprendono su un muro alcune immagini e scritte, ci soffermiamo a osservarle con occhi incantati, che a un certo punto si spalancano nel sentire la voce poco elegante di un ragazzo che solleva offese nei nostri confronti. Poiché osserviamo quelle immagini, quelle parole, veniamo definiti “poco virili”, ecco. Come risposta non smettiamo di fissare la scritta che ci ha colpiti, ce la portiamo dentro, via con noi: Anche noi, come l’acqua che scorre, siamo viandanti in cerca di un mare.

Noi il nostro mare-percorso lungo la via Francigena – e nella vita tutta – lo stiamo attraversando, con la sua bonaccia e le sue marette. Forse quel ragazzo si trova in un momento di maretta, chissà… Come acqua che scorre, lasciamo scorrere via le sue parole e riprendiamo per Sarzana, altra città-crocevia, terra di contatto tra diverse storie e tradizioni. Ci rendiamo conto che oggi siamo partiti da una città-crocevia, per toccarne un’altra.

Ci sentiamo al centro delle cose che succedono, a noi e attorno a noi. Con i timori – molto umani – che spesso ci accompagnano, e la possibilità – individuale o di squadra – di scegliere se guardare avanti senza paura, o farci bloccare dalla paura.  Ci tornano alla mente i primissimi pellegrini che abbiamo incontrato stamani, e forse solo ora ci è pienamente chiaro il senso del nostro incontro: gli amici dell’Associazione Sintomi di Felicità ci hanno parlato del progetto che stanno portando avanti, un viaggio di 2400 chilometri a piedi da Lucca a Santiago per diffondere i loro “Sintomi di Felicità”, per raccontare la storia di Marco che, nonostante la sclerosi multipla, porta avanti il suo desiderio di vita attraverso la musica e il canto, per sensibilizzare su questo tema. Sulle t-shirt colorate di alcuni di loro troneggia un bel “Scelgo di essere felice, non di avere ragione”. Sulle nostre t-shirt simboliche, oggi domina la scritta “Scelgo di andare avanti, non di avere paura”.

E la nostra scelta-desiderio ci porta infine a Pontremoli, dove si conclude la prima tappa. Le gambe un po’ stanche, ma i cuori ri-a(ni)mati, dalle suggestioni del paesaggio, degli incontri, dei desideri ascoltati, e di tutto quel che ci aspetta da qui in avanti.Ci vediamo su strada alla seconda tappa del 21-22 luglio, e nel mentre, su questo Blog!

I Wish Hunters – i cacciatori di desideri

 

IoVoglioTour 2018: i colori e i desideri della prima tappa

Chiudete gli occhi e immaginate un verde brillante che si schiude tra di voi, ovunque attorno. Una strada sterrata che sa di echi lontani. Ora riaprite forte gli occhi e quel verde è lì, davanti  e intorno a voi. Scendete dalla bici e lo potete toccare con mano, annusare tutto come si fa con una rosa. È un verde-profumo avvolgente, come un cuscino caldo che vi culla prima del sonno. Ma noi siamo ben svegli invece, dall’alba in sella alle nostre bici elettriche che sfrecciano felici lungo il percorso della nostra prima tappa, partenza Lucca, arrivo Avenza (Massa Carrara). Quando sono arrivate le bici, il giorno prima della partenza, abbiamo provato l’emozione del bimbo che scarta il regalo di Natale atteso per 12 mesi. E dopo 12 mesi siamo ri-partiti pure noi, occhi accesi e gambe svelte, mani affondate sui manubri e via, ad immergerci nei desideri dei pellegrini incontrati per strada o di chi vive in questi luoghi. Nel cuore un grande grazie all’Associazione Via Francigena Toscana e Cammini, che sostiene e promuove questo progetto, assieme a Regione Toscana.

Ora chiudete un’altra volta gli occhi e immaginate il colore del sole, riapriteli e vi ritrovate circondati da tanto giallo-fieno, secco solo in superficie. Perché sotto, che preme, c’è il colore e sapore della natura che sta per rinascere. E noi con lei, ci sentiamo ri-nascere,riscaldati dal giallo-fieno-terra, come tanti semini da proteggere e far crescere. Come i semini di trifoglio che iniziamo a spargere tra la gente, siamo qui a ri-nascere tra la natura, a ri-farci umani assieme al verde degli alberi che affianchiamo, assieme al giallo dei campi che simbolicamente ariamo con le tracce del nostro passaggio. Ci sentiamo parte di questa terra e del Serchio, il fiume che la traversa. Ci tornano in mente ricordi di scuola, Ungaretti che cantava il Serchio come uno dei fiumi della sua vita ne “I fiumi”, e noi ora a cantarlo come il fiume che ci fa compagnia in questo tratto di viaggio.

E così come è giallo il campo di grano mietuto, così è giallo il colore dei desideri-stella che stiamo cacciando. Il colore di ogni desiderio poi, si fa “altro”, a seconda di chi incrociamo. Per ogni persona un desiderio, per ogni desiderio una sfumatura di colore diversa, originale e unica. Dunque dopo il verde e il giallo siamo pronti per tuffarci nel “colore-desiderio”di chi incontriamo: il primo sa di nubi scure, parla di malattia, ma appena lo ascoltiamo davvero, prende il colore del verde-speranza, perché Francesco, il primo pellegrino-desiderio, ci sorprende col suo “Io voglio ridefinire il concetto di malattia”. Si susseguono gli incontri e così anche i desideri: che colore potrà mai avere i il desiderio di un libraio, bianco-carta forse? Marco il bianco dei  suoi libri lo ha momentaneamente abbandonato e ora si trova in una zona di sosta grigia, in cerca di sé tra i colli lucchesi: “Io voglio (ri)trovare me stesso”. E chissà che da quel grigio, in mezzo ai colli verdi, non nascano nuovi colori… Federico invece è partito senza il minimo allenamento, ma con tanta voglia di fare e pedalare: ha lasciato Milano in direzione sud, ed insegue il suo desiderio – “Io voglio arrivare in Puglia!” – , che sa di giallo-sole-pugliese, con una media di 90 km al giorno. Delia e Lorenzo hanno nel cuore un ricordo, il motto della loro prof. delle superiori che li invitava e tendere l’arco del desiderio tra la gente, ed è così che ci accolgono e salutano, nell’ascoltare il nostro progetto.

È sera e siamo ad Avenza, dopo una prima tappa di 60 km. La Via Francigena ci ha ricevuti nel migliore dei modi, coi toni morbidi e solari di chi sa ospitare, in ogni momento, gli stessi toni di Gianni e Gina che ci hanno fatto vivere l’esperienza dell’accoglienza nella Casa del Pellegrino di Valpromaro. Prima di addormentarci ci risuona dentro il racconto curioso di un gruppo di giovani incontrati prima: “Non abbiamo seguito a pieno il percorso della via Francigena perché volevamo sentirci liberi di andare verso il nostro obiettivo – la città di Lucca – ma senza sapere precisamente da dove passare. E alla fine, fatalità, finivamo per ritrovarci sempre sulla via Francigena”.

Dunque la via Francigena che sa accogliere e rimanere, così come rimarremo noi sulle sue vie sterrate ancora per un po’, e di sicuro a lungo sulle vie virtuali di questo Blog: continuate a seguirci e a desiderare assieme a noi!!

I Wish Hunters – i cacciatori di desideri

Wish Hunters in partenza: le date e le tappe dell’Io VoglioTour 2018

Se giovedì 28 Giugno si guardava dall’alto verso il basso a cielo buio, eravamo noi le Stelle, sulla Terra: una costellazione terrena con tanti puntini colorati di varie fattezze, accoccolati su seggiole e divanetti altrettanto colorati, un occhio all’Arno in tramonto e i respiri aperti, all’unisono, nel locale che ha ospitato l’Aperitivo della Costellazione dei Desideri in attesa dell’IoVoglioTour 2018.

Quando è arrivato Iacopo – uno di noi 4 Wish Hunters, i cacciatori di desideri in partenza! – ,  ad una delle presenti è venuto spontaneo indicare gli evidenti puntini gialli sulla sua maglietta bianca: “Ehi Iacopo, ma ti sei macchiato??”

E invece no, erano tanti puntini stellati. Giallo-stella, giallo-desiderio. Si comincia da una maglietta, per ritrovarsi su una bicicletta, ad andare a caccia di quei puntini giallo-desiderio lungo la Via Francigena.

E già durante l’aperitivo abbiamo raccolto nuovi desideri sotto forma di video-interviste, e sparso bustine di semi di trifoglio portafortuna, tra i presenti. Ed ora cosa succede?

Ora ci si mette in viaggio sul serio. Oggi vogliamo condividere con voi le date e tappe esatte del nostro Tour, che sarà aperto a chiunque voglia aggregarsi. Eccoci qui sotto:  

6/7/8 Luglio – Tappe con bicicletta

Lucca-Massa 44 Km

Massa-Aulla 48 km

Aulla-Passo della Cisa 54 km

 oppure a piedi e con l’aiuto del treno per fare qualche km in più e arrivare in tappa

Camaiore-Massa 22 Km

Sarzana-Aulla 26 km

Pontremoli-Passo della Cisa ​​​22 km

 

21-22 Luglio – Tappe sia a piedi che in bicicletta

San Miniato- Altopascio  26 Km​

Altopascio-Lucca 19 Km​

 

4-5 Agosto Tappe sia a piedi che in bicicletta

Monteriggioni-San Gimignano 31 km

San Gimignano- San Miniato 38 Km

 

30-31-1-2 Agosto/ Settembre Tappe sia a piedi che in bicicletta

Acquapendente – Radicofani  24 Km

Radicofani-San Quirico D’Orcia 32 Km

San Quirico D’Orcia-Ponte D’ Arbia 26 Km

Ponte D’Arbia-Siena  26 Km

 

23 Settembre Tappe Siena-Monteriggioni 21 Km

sia a piedi che in bicicletta finale allo Slow Travel Festival

Dunque siete pronti a farvi Wish Hunters anche voi e a mettervi in cammino – a piedi o in bicicletta – assieme a noi??

Per informazioni su come unirvi a noi, ci potete contattare a questa email: iovogliotour@gmail.com o sulla pagina FB.

A presto, a tutte le Stelle che vorranno seguirci, stiamo per arrivare a darvi una mano a trovare e nutrire il vostro desiderio,

e restate qui con noi nel blog, assieme ai nostri appunti di viaggio e ai vostri desideri!

I Wish Hunters- i cacciatori di desideri

Verso nuovi desideri, come rondini di nuovo in viaggio: IoVoglioTour 2018

Dal 2015. È la nostra (e vostra!) quarta volta: il quarto IoVoglioTour.

Stiamo per tornare – come le rondini. Siamo in 4 ma avremo cuori disposti ad accogliere chi vorrà unirsi a noi lungo il nostro tragitto, in bicicletta o a piedi. Riprendiamo da dove avevamo lasciato: la Via Francigena, che stavolta percorreremo a piccoli morsi di 2 o più giorni, in un arco di tempo da Luglio a Settembre.

Diceva Igor Sibaldi in una nostra intervista sui suoi desideri: “Vorrei imparare il linguaggio delle rondini”. E noi quel linguaggio di partenze e ritorni ce lo portiamo dentro, nei piedi che si rimettono a pedalare, nelle mani che riprendono a stringere manubri. Come le rondini, torniamo da dove eravamo partiti, per rimetterci in strada tra la gente, alla ricerca dei desideri nascosti nei loro cuori. Le rondini si nutrono di insetti catturati in volo, noi ci nutriremo di desideri catturati in viaggio.

Raccoglieremo desideri da custodire e far fiorire, come la Madre Terra: saremo la Madre Terra dei Desideri, degli Uomini-Stelle in cammino verso il loro Sogno. Siete pronti a farvi fiorire, dai vostri desideri?

Come desiderava uno di voi durante l’IoVoglioTour 2015: “Voglio lasciare un segno, voglio raccontare storie”, anche noi vogliamo lasciare impronte del nostro passaggio lungo tratti della Via Francigena, ascoltare e (ac)cogliere storie, condividerle con tutti voi sul nostro Blog. Dunque seguiteci – sulle strade vere del nostro percorso, e sulle strade virtuali di questo Blog!

Ma quali tappe toccherà con esattezza il nostro volo a due ruote? E in quali date potrete trovarci con le nostre biciclette elettriche, sorrisi e quant’altro, a caccia di desideri?

Per scoprire questo ed altro, vogliamo incontrarci assieme a voi prima dell’avvio dell’IoVoglio Tour 2018 la sera di Giovedì 28 Giugno per un aperitivo condiviso presso Rari Bistrot raribarbistrot.com

Sarà questo il primo di una serie di appuntamenti sotto cieli di stelle, e questa volta saremo felici di raccontarvi dell’IoVoglioTour 2018 che sta per partire, condividere con voi dettagli sulle tappe di viaggio e le modalità per unirvi a noi. O anche solo avere occasione di conoscerci ed entrare in relazione con modi nuovi, scoprire quanto è “facile” (e salutare!) accingersi a desiderare.

A prestissimo, pronti a dispiegare le nostre ali di rondini assieme a voi… e nel mentre,

buone attese, buoni desideri!!

IoVoglioTour 2017: Com è andata? Cosa dicono le stelle per il futuro?

Siamo appena rientrati dal tour. Non è facile concentrare in poche righe tutte le emozioni che abbiamo provato. Abbiamo pedalato da San Miniato a Roma, seguendo il percorso della Via Francigena, su strade sterrate e boschi, senza macchine e in totale pace dei sensi. Abbiamo visto colline, ulivi, cipressi, viti, boschi, fiumi, laghi, terme e sorgenti, paesini arroccati e campi di grano. Abbiamo incontrato tante chiese, forse più chiese che pellegrini. E alcune chiese, come si suol dire, cattedrali nel deserto, segno che in passato questi luoghi erano dei centri importanti di aggregazione.

Siamo andati più lenti e ci siamo presi più tempo per pensare. Abbiamo incontrato tanti pellegrini che andavano o venivano, chi da Canterbury, chi da Parigi (con un ciuco), chi verso Santiago de Compostela. Pellegrini al 100%, alcuni da 26 mesi, che a Forest Gump gli fanno un baffo. E poi Katia, che in compagnia del suo cane da Roma arriverà a Nord. Molti sono smarriti, non per la strada, ma nella vita. Cercano una via nuova, non si riconoscono in questa società e iniziano un cammino. A volte sembrano pazzi, disorientati, storditi, ma hanno tutti una forza incredibile per affrontare questo cammino. Desiderano un mondo diverso, migliore. Sono stati un grande stimolo per farci fare un passo in più nel nostro cammino, nel nostro gruppo.

Dopo 3 tour abbiamo raccolto tanti desideri. Ora è arrivato il momento di metterli insieme, di creare una costellazione di stelle, e aiutare le persone a realizzare i loro desideri.

Ripartiamo da qui. Dal tour dei desideri quasi per caso è nata un’associazione. All’inizio non sapevamo bene cosa avremmo potuto farci. Ora tutto è più chiaro. Vogliamo aiutare a realizzare i desideri delle persone.

Ci volete dare una mano? La nostra costellazione aspetta solo la tua stella.

Continuate a seguirci, continuate a desiderare!

Pilgrims VS the World

Chi ha voglia oggi di mettersi in cammino per 1017km?

Quante persone desiderano stare dalle 6 alle 8 ore sotto il sole ?

Quali persone scelgono di investire le proprie vacanze, per cercare in 2 o 3 anni di finire

 

un percorso, un cammino, una via tracciata dagli altri ma universale per tutti?

Francia, Danimarca, Inghilterra, Spagna, Italia, il pellegrino ha molte nazionalità e la solita voglia….camminare o pedalare.

Che cosa gli spinge ad incontrare difficoltà fisiche, talvolta posti poco accoglienti e sudici?

La fede, la passione, il divertimento, il bisogno di stare a contatto con la natura, la voglia di vivere e di prendersi tempo?

I volti e le storie che abbiamo incontrato, ci hanno fatto capire che il pellegrino rappresenta oggi la figura archetipica del viaggiatore antico, percorre le strade come 1000 anni fa, forse con l’unica differenza di uno smartphone in mano per seguire le mappe e fotografare l’attimo.

Quello che abbiamo capito e analizzato dalle interviste fatte è:

Il pellegrino ha tempo o comunque si prende il tempo.

Si può vestire “male” e comodamente.

Parla e mangia con tutti, forse si fida di tutti.

Per tanti giorni non ha bisogno di una casa, perché nella sua valigia ha tutto quello che gli serve.

Chiede ospitalità a chi incontra oppure è ospite nei luoghi di accoglienza.

Alle volte non ha soldi o cerca di risparmiare per dormire e mangiare.

Vede il cammino come un’azione vitale, una presa di posizione verso se stessi e verso il mondo che gli circonda.

Il cammino in fondo gli dà di più di quello che gli prende.

Il mondo cosa pensa dei pellegrini?

Voi cosa pensate dei pellegrini?

Vorreste essere per un giorno, un weekend, 26 mesi o tutta la vita un pellegrino?

Intanto Buon Cammino

IoVoglioTour2017: si parte!

A tutti gli amici dei desideri, ai cartomanti, ai ciclisti, astrologi, scappate di casa, venditori di palloncini e di sogni, viandanti e a tutti quelli che vogliono realizzare i propri desideri.

Domani partiamo per il terzo iovogliotour!
Dopo aver percorso le coste, questa volta vogliamo percorrere la spina dorsale dell’Italia. Appennini, laghi, colline fino alla Città Santa. Sulla via francigena, nei prossimi 10 giorni ci cimenteremo su un percorso affascinanante e denso di storia. Incontrememo e intervisteremo donne e uomini che come noi stanno facendo un percorso di consapevolezza interiore.

Come sempre il desiderio sarà al centro del nostro viaggio.
L’origine della parola desiderio è una delle più belle e affascinanti che si possa incontrare. Dal latino de- che in latino ha sempre un’accezione negativa e dal termine sidus che significa, letteralmente, stella.

Desiderare significa, quindi, “avvertire la mancanza delle stelle”, di quei buoni presagi, dei buoni auspici e quindi per estensione questo verbo ha assunto anche l’accezione corrente, intesa come percezione di una mancanza e, di conseguenza, come sentimento di ricerca appassionata.

Raccogliere i desideri. Questa e’ stata la nostra missione dalla prima pedalata. Ma ora vogliamo fare ancora di piu. Abbiamo quindi costituito l’Associazione dei desideri, che sarà lo strumento per realizzare i desideri più belli che incontreremo.

Stay tuned, domani si parte!
Seguiteci, scriveteci, desiderate.

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