Cerca

IoVoglioTour

Categoria

#iovoglio

“I wanna make money”: la spinta sociale ai desideri

Ogni giorno E. entra in classe con una parrucca diversa.

wigs-2224880_1920

Si affaccia puntualmente in ritardo a lezione di italiano, arriva il suo largo sorriso prima di lei, che è minuta, labbra rosso fuoco e movenze sicure sui tacchi. Benché in ritardo, non salta una lezione, e ogni volta ci si chiede di quale colore tingerà l’aula coi suoi capelli. E. è nigeriana. In Africa occidentale l’acconciatura dei capelli ha un profondo significato sociale. Fu attorno al XV secolo, con le prime esplorazioni europee del Continente africano, che iniziarono fenomeni di denigrazione della capigliatura afro, all’interno della più ampia forma di discriminazione verso i neri portati in catene nelle piantagioni di cotone americane. Negli Stati Uniti, dove dominavano i capelli lisci, fu naturale per gli africani ideare strategie di adattamento al luogo: le donne, sentendosi brutte per via dei capelli crespi, e dunque “inferiori”, presero a lisciarsi i capelli o a indossare parrucche.

E. in realtà sembra cambiare parrucca per divertimento, creando effetti di straniamento, in un gioco di colori e lunghezze da cambiare ogni giorno come un cambio d’abito. Mi torna in mente un romanzo la cui protagonista, nigeriana residente negli Stati Uniti, a un certo punto scrive nel suo blog: “Certe donne nere […] correrebbero nude per strada piuttosto che farsi vedere in pubblico con i capelli al naturale. Io non ho li ho mai visti, i capelli naturali di E., però vedo ogni giorno gli sforzi che fa per imparare l’italiano. I suoi ritmi di apprendimento non sono velocissimi. Solo che a breve ci sarà l’esame per ottenere il certificato di fine corso, una bella soddisfazione per tutti loro, un concreto passo in avanti verso una padronanza linguistica che è anche culturale, di integrazione sociale, di possibilità professionali. Lo ricordo ogni giorno, ai miei studenti, quanto è importante venire a lezione, uscire dai loro appartamenti che sanno farsi soffocanti, rischiando di diventare il loro unico mondo, fuori dalla realtà. Ed E. fuori dalla realtà ci sembra spesso, dentro un mondo vaporoso tutto suo. Una volta in cui è più assente e inquieta del solito, mi avvicino e passo all’inglese: “What do you want from life?”, cerco di partire da un ragionamento che vada oltre la scuola. “I wanna make money”, risponde secca. I soldi. Fare soldi. Mi guarda dritta negli occhi, non ha dubbi: i soldi non come mero mezzo di sussistenza, ma come possibilità di. Le possibilità che ora le mancano. Un desiderio simile, è del tutto lecito. Chi non desidera  avere soldi a sufficienza, non solo per (soprav)vivere. Quel che il mio istinto-insegnante mi fa suggerirle, è che per far soldi, un lavoro è necessario, e conoscendo bene l’italiano, è più facile trovare lavoro. L’importanza del corso di italiano, della scuola.

ruler-2099742_1920

Dentro di me, c’è una supplica: “E. ti prego prova a studiare seriamente, ti prego fa’ di tutto per superare l’esame. Datti una mano, a raggiungere il tuo desiderio”. Nel mondo dell’IoVoglioTour un desiderio del genere non è tra quelli ammessi. Nel mondo di E., è del tutto naturale. Non esistono altri desideri, se poi si è circondati da una società in cui il troppo straborda, per pochi, ma è lì ben visibile a tutti, nei canali TV che bombardano E. di lustrini e bei vestiti, scene di vite ricche e felici. L’altro giorno un quotidiano recensiva un libro che raccoglie i 99 desideri più votati all’interno del progetto CrowdWish di Bill Griffin, in cui l’autore ha creato un sito che poneva la domanda “Qual è la cosa che desideri di più?”. Il desiderio più votato è stato “Vorrei essere milionario”. E. non è la sola, dunque.

Verusca

Annunci

Aperitivo fronte Arno: stare nel movimento (e nei desideri) come fiume che scorre

Posiamo gli occhi sull’Arno che si schiude davanti a noi: acque che scorrono piano altrove. Verso altre tappe. E prima dell’ultima tappa dell’IoVoglioTour 2018, ecco un nuovo Aperitivo dei Desideri all’Easy Living, un chiosco fronte Arno dotato di sedie sdraio che fanno tanto locale sulla spiaggia. E sulla spiaggia potremmo esserci davvero, siamo a quasi 30 gradi, in abiti leggeri e sandali, segno di un’estate che non vuole finire. E cosa vogliamo invece noi, adesso? Intanto conoscerci tra noi, così ci avviciniamo ai presenti, che ci conducono subito dentro storie di persone-fiumi in movimento, partite da un punto e arrivate a un altro, attraverso acque più o meno quiete, per giungere al loro desiderio. Manuela ha lo sguardo intrepido di chi sta nel movimento da sempre: si è dedicata a una azienda agricola, all’insegnamento dell’inglese, a una impresa turistica, a una casa editrice, fino ad approdare alla meditazione del suono primordiale, di cui è istruttrice oggi grazie all’incontro con il pensiero di Deepak Chopra. Seguiamo le sue parole che ci portano in luoghi di cambiamento e autenticità di Sé. E chi ha trovato un altrettanto autentico spazio per sé, aprendosi al nuovo, è Ilaria, che la luce del cambiamento ce l’ha fin dentro gli occhi, scurissimi. La sua è la storia di chi a un certo punto si trovava immobile, in pieno stallo, ma ha saputo affidarsi all’Altro, nel suo caso un astrologo medico, e riprendere il proprio percorso di “verità”: oggi Ilaria si occupa di astrologia sistemica e costellazioni familiari, ha dato casa al suo desiderio più vero. E chi di case, fatte di cemento stavolta, ne vede a bizzeffe ogni giorno, è Sareh: il suo movimento l’ha portata, 15 anni fa, da Teheran a Firenze, dove come agente immobiliare aiuta a realizzare i sogni di chi cerca un posto in cui fermarsi. Ma ecco invece chi fermo, pare non starci mai: Alessandro possiede l’energia di chi ha tanto da realizzare, si ferma quando prende a parlarci di sé, del movimento che l’ha portato più di 20 anni fa da Foiano della Chiana a Firenze, del coraggio che l’ha portato a lasciare un posto da dipendente per mettersi in proprio. Chi dimostra altrettanto coraggio è Maria: ha lasciato lavoro e Spagna per studiare oreficeria in Italia, e ora sta per lasciare l’Italia per continuare gli studi in Spagna. E non ha paura di quel che l’attende, ci spiega, la motivazione è grande: c’è di mezzo il suo desiderio più forte. Ognuno di noi, stasera, è l’immagine di un movimento. Tutti qui hanno lasciato qualcosa: città o lavoro. Ma lasciare, coincide sempre con una perdita? Una risposta pare darcela una poetessa, Nathalie Handal, che ha fatto del movimento una scelta di vita, vivendo e lavorando tra Stati Uniti e Italia. I suoi versi fanno da contorno perfetto a questa serata di persone-fiumi che fluiscono: “Non abbiamo più bisogno / di tradurre perdita / le ginocchia che tremano sotto / uno strato d’acqua / sanno che siamo / in cammino”.

Ed è esattamente un cammino, quello che ci attende domenica 23 settembre, l’ultima tappa dell’IoVoglioTour 2018, una Camminata dei Desideri da Siena a Monterrigioni. Il ritrovo è alle ore 10 a Porta Camollia. Potete partire con noi da Firenze con il regionale delle 8:10.

Vi aspettiamo per una nuova avventura – sempre all’insegna dei desideri!

I Wish Hunters – i cacciatori di desideri

Blog su WordPress.com.

Su ↑