È passato un anno e Alice è ancora in dieta. Solo che a me sembra non essere cresciuta di un grammo dalla scorsa estate. Luglio 2018 vacanza-studio in Scozia, in cui Alice prima si è presa una forte congiuntivite appena scesa dall’aereo, e poi ha perso il portafogli a Glasgow dopo la cena all’Hard Rock Café. Estate 2019, dopo due soli giorni al campus dell’università irlandese che ci ospita, Alice si stava per scordare sul pullman la busta col cibo appena preso, e si è definitivamente scordata gli occhiali da vista in camera la sera in cui si andava a vedere un film.

Però Alice ora ce l’ha, il suo desiderio. Un anno fa avevo usato mille stratagemmi per carpirne uno – senza successo. Invece ora quel desiderio salta fuori deciso e imprevisto, da solo, mentre siamo nella sala aspetti dell’aeroporto di Linate. E salta fuori in maniera così spontanea ed evidente, come se fosse stato lì da sempre, che io lo colgo al volo. Stiamo aspettando al check-in, Alice si appoggia alla madre con dolcezza, sfoggiando tutta la tenerezza di cui è capace dietro la forza leoncina che la distingue. E si lascia sfuggire il suo desiderio: “IoVoglio fare un anno di studio all’estero”. “Probabilmente in Australia”, aggiunge, “perché voglio il mare”.

australia

Sono le 11 di mattina e in attesa di imbarcarci per l’Irlanda, c’è una 15enne con le trecce bionde e il sorriso largo, le guance sempre paonazze per la passione che la accende dentro, e un sogno preciso grande come un continente: “è dallo scorso autunno che ci penso, “IoVoglio frequentare la quarta superiore in un Paese straniero”. Ha ancora la terza da fare, ma si sta interessando da mesi: “è informatissima, più di me”, sorride la mamma, “sui sistemi scolastici diversi da quello italiano, sulle scuole disponibili nei Paesi di lingua inglese.”

La guardo e vedo il Mondo, non vedo solo Alice. Vedo il Paese delle Meraviglie in cui entrerà, con un desiderio grande quanto lei, da cui uscirà (ne uscirà?) cambiata e cresciuta, “esplorante” ed “esplorata”. Il desiderio di esplorazione è vecchio come il mondo (le crociate? Cristoforo Colombo?), e ha portato con sé effetti di vario tipo, talvolta discutibili. Ma è comunque una spinta in avanti, un avanzamento verso il nuovo, una apertura.

E di aperture, di questi tempi, ce n’è bisogno. Specie contro la paura. Forse la curiosità e la determinazione di Alice non basteranno, ma di sicuro saranno preziose spinte di avanzamento verso una società in grado di (ri)trovare il giusto senso di apertura verso “il diverso”. Alice non ha paura. Mi guarda con occhi che brillano, di forza e convinzione. Alice sfoggia felpe con scritte che dipingono una adolescenza che non si uniforma, che critica: Real people are soldout, Make yourself your best friend.

Pronti a saltare nella tana del coniglio assieme ad Alice, alla ricerca del Paese delle Meraviglie?

rabbit hole

Verusca

In un Paese delle Meraviglie essi giacciono,
sognando mentre i giorni passano,
sognando mentre le estati muoiono;
eternamente scivolando lungo la corrente
indugiando nell’aureo bagliore…
Che cos’è la vita se non un sogno?

(da Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carroll)