Non riesco a smettere di fotografare gli oleandri. Ce ne sono a destra e a sinistra, in fila come soldatini ordinati lungo via Mazzini che si snoda dalla stazione al mare. È la mia seconda volta a Viareggio, sono qui per trovare Mia, e mentre mi dirigo verso casa sua mi crogiolo nella vista di questi oleandri onnipresenti che mi inseguono coi loro fiorellini rosa e bianchi, rigogliosi e orgogliosi nelle loro chiome. Fa un caldo indecente e il caldo richiama gelato, mi fermo a prenderne uno in una gelateria per strada. E mentre mi gusto questo gelato provvidenziale, continuo a scattare foto agli oleandri che incontro, finché mi imbatto in un angolino rettangolare, lo scoperto esterno di un bar, immagino, puntellato di tavolini tondi dai colori vivaci. Rapita dai colori, mi fermo, sguardo verso destra, ed è amore accecante, subito: vetrina ricolma di libri – interessanti – accompagnati da tazze di ceramica artigianali che sanno di caffè da metterci dentro fin quasi all’orlo, le mattine presto quando hai solo voglia di tepore alla caffeina per riaprire bene gli occhi. E i miei occhi ora scrutano un’insegna sulla vetrina: Lettera 22. Una libreria! E che libreria!! Gli occhi proseguono il tragitto verso l’interno: una zona bar, ricolma di tazze e tazzine coloratissime, e dietro il bancone una donna dall’aria ospitale. Metto un passo dentro e mi scuso per il gelato che mi sta colando tra le dita, lei mi assicura che non importa posso entrare lo stesso, e sorride: una libraia che mi accoglie così, che meraviglia, mi rallegro entrando del tutto. Sguardo che prosegue a curiosare e scopre un altro spazio che sembra la sala da pranzo di casa, al centro un tavolone rettangolare che invita a sedersi, qualche quotidiano sparso sopra, qualche tavolino tondo qua e là, e lungo tutta la lunghezza del muro, dulcis in fundo, una grande libreria bianca, piena di luce, e di libri.

libreria

Ma non libri qualsiasi, libri-libri, come li definisco io, libri che non trovi dappertutto, libri preziosi e piccoli nel senso di non sempre famosi, i libri delle piccole case editrici indipendenti che si affannano per farcela ogni giorno, con forza e volontà, con la passione di chi crede al sogno che ha creato e porta avanti come missione, nonostante i conti da far quadrare – missione simile al sogno realizzato da Elena aprendo questa piccola libreria-caffè nel 2015. Mi perdo a parlare con lei, che mi racconta brevi aneddoti. Mi sento bene, ma il tempo corre, è ora di riprendere il cammino verso Mia, saluto Elena con l’intenzione di passarla a trovare la mattina seguente. Ed è così, sono sulla via del ritorno la mattina dopo e mi fermo per un cappuccino alla Lettera 22, Elena dispensa parole e sorrisi tra un caffè e l’altro, dentro di me sento che è nata l’atmosfera giusta, per farle la mia domanda, e mi azzardo a chiederle “Qual è il tuo desiderio?”, dopo averle spiegato dell’IoVoglioTour. Il volto le si illumina stupito, è incerta tra una risposta “saggia” e una più “frivola”, la rassicuro che non c’è risposta giusta, solo risposta sincera. Ma non insisto, non è il momento, le chiedo di pensarci un po’ e poi farmi sapere. La sua risposta arriva. Sono passate alcune settimane. Ricontatto Elena che stavolta mi risponde: “Iovoglio avere tempo soprattutto per viaggiare.” E indica tra le mete preferite Cambogia, Laos, Costa Rica, Bolivia, Argentina. Non del tutto mete “turistiche” – sorrido tra me. Mete di luoghi da esplorare. Sorrido perché ripenso che durante quel soggiorno in Versilia ho posto la stessa domanda a Mia, la mia amica poeta. Eravamo in ammollo nell’acqua a parlare di noi, di poesia, e a un tratto mi è venuto spontaneo farle la mia domanda.

All-focus

Ci sono momenti in cui si crea una intimità protetta, spensierata, che mi solletica quasi sussurrandomi “Vai, chiediglielo”. Eccone uno, di momento, sul calar della sera, sono le 19 e il mare è tiepido al punto giusto, sa di sale e sonnolenza buona. Mia mi risponde: “Iovoglio partire un po’ e tornare un po’. In zone inesplorate.”La partenza, la curiosità, la scoperta di zone inesplorate. Partire e tornare. Due donne che non si conoscono e abitano lo stesso spazio geografico, una libraia e una poeta che condividono un desiderio simile, nella stessa città fatta di onde, navigare un’onda che ti porti lontano, per poi ricondurti al porto sicuro. C’è una donna che sta in mezzo ai libri, ci lavora, e un’altra che i libri li scrive, li abita nella scrittura. Donne circondate da parole e storie, con la voglia di scrivere nuove storie personali di spostamento, avanti e indietro, in un ciclo vitale di (r)esistenza personale (l’una dentro una libreria, l’altra dentro un libro), andarsene per scoprire ed esplorare, tornare per ri-trovarsi e ri-radicare, in una dimensione diversa, ampliata. Il flusso della vita che parte, cresce, scruta, per rientrare in sé stessa, arricchita e rinnovata – da donarsi ancora agli altri, al mondo (tramite una libreria, cara Elena, o tramite una poesia, cara Mia).

Verusca

 

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