Tour ultima tappa 5Si riparte. Prendiamo il treno da Firenze, direzione Siena, dove ci attende la penultima tappa che ci porterà fino a Radicofani. La partenza non è delle migliori: Siena è invasa dai turisti quando la traversiamo sulle nostre bici, ci dirigiamo verso sud ma già dobbiamo fermarci: si rompe il cavalletto della bici di Alessandro, che ci fa compagnia in questa tappa, rischiamo di perdere gli zainetti, ma alla fine tutto si sistema: la forza degli imprevisti, la nostra forza di volontà: un gioco di forze – buone. Usciti da Siena incontriamo Nadia che dà il via ai desideri (e alle riflessioni): “Iovoglio essere più gentile con le persone estranee, mettere più gentilezza nelle relazioni con gli altri”. Ci guardiamo attorno e ci pare di vederla farsi concreta, quella gentilezza, nei cipressi che delimitano i sentieri e svettano eleganti dai colli. Negli occhi degli animali per strada che ci scrutano con pacatezza, nel silenzio dei boschi. Ma la delicatezza del paesaggio a un tratto viene interrotta da una visione poco aggraziata: un’enorme discarica di auto!! Un signore ci descrive la potenza della macchina demolitrice, di come riesca a tritare di tutto. La forza che torna.

Tour ultima tappa 6

E a ritornare è anche un contadino che incrociamo più avanti, incontrato già un anno fa. Quando gli chiediamo come è andata la raccolta delle olive quest’anno, lui si lancia in lamentele colorite: purtroppo è arrivata una grandinata a rovinare tutto. La forza dell’acqua, dell’ambiente. E di ambiente in qualche modo parla anche l’incontro che segue con Michele, gran camminatore, che, oltre a voler fare il cantante, non vuole più fare la spesa: “Iovoglio coltivare tutto quel che mi serve da mangiare”. E il suo desiderio è già in cammino – notiamo quando ci racconta di essersi preso due capre. E sull’onda dei desideri arriviamo a Ponte D’Arbia, dove, oltre al ponte storico che dà il nome al paese, ammiriamo un ponte pedonale più recente dedicato ai pellegrini: un bel contrasto tra la delicatezza del legno e la forza dell’acciaio – riflettiamo.

Tour ultima tappa 8

Ed è qui che, all’interno della casa di accoglienza dei pellegrini, conosciamo Alessandro da Roma, che sta percorrendo il cammino al contrario rispetto a noi. Ha già sperimentato Santiago, che ci descrive come modello esemplare di ospitalità. Ci racconta di un giovane spagnolo che lungo il cammino mette a disposizione dei pellegrini dei posti letto al pianterreno della propria abitazione, facendovi trovare un bicchiere di vino o una birra fresca all’arrivo, preoccupandosi di fare la lavatrice per tutti gli ospiti in caso di necessità. Piccoli atti di gentilezza. “In Spagna”, sottolinea Alessandro, “oltre che per una questione etica o spirituale o di business, stanno investendo su una umanità che accoglie”. L’accoglienza, come sa assumere sfumature diverse, a seconda degli atti di gentilezza – pensiamo. E di chi era quella citazione famosa che ci viene in mente: “Nessun atto di gentilezza, per piccolo che sia, è mai sprecato”? Ah sì, Esopo, quello delle favole. Ma le gentilezze che stiamo ricevendo, in questa tappa, non sono favole, sono una realtà tangibile, a tratti commovente. E andiamo a prepararci per la notte così, cullati da pensieri di gentilezza.

I Wish Hunters – i cacciatori di desideri 

Annunci