La scrittura è qualcosa che ti capita. A me è capitata alla elementari, in salotto la mamma teneva una Olivetti rossa su cui mi era concesso scrivere dopo pranzo. Custodisco tutti i miei tentativi di piccola scrittrice in una cartellina dai toni pastello: sono lì a ricordarmi una parte di me. Mi piace come si è evoluta la mia scrittura da un annetto ad oggi. Da quando si sono avverate le parole di Alessandro, che un giorno a Mestre mi fa: “Veru, le persone che incontri per il mondo, mi piacerebbe trovarle dentro quel che scrivi”. Sono passati un paio d’anni e solo di recente, da quanto vivo a Firenze, queste persone sono finite dentro prosa breve di viaggio che ho preso a scrivere un po’ per caso. Il primo articolo è nato a Salonicco. Ero lì a trovare le mie amiche greche, Elena e Maria. C’ero già stata varie volte, Salonicco è uno di quei posti in cui sto bene, che mi pare di conoscere da sempre, che amo girare serena, senza l’assillo di dover visitare tutto. Così ci sono tornata a fine dicembre 2017, e appena arrivata mi sono ritrovata dentro una serie di avventure da film. Nel senso di rapide e concitate, che scardinano il noto, mi buttano per aria e mi fanno imbattere nelle persone. Dunque ho scritto questo primo pezzo su Salonicco e le persone, un po’ nella mia stanza baciata dal sole e da tre gatti, un po’ al tavolino di un bar colorato. L’ho riletto e limato per bene, anche dopo, rientrata a Firenze, seguendone il percorso di crescita. E questo percorso ha spalancato una porta alla scrittura. Dopo questo articolo infatti ne ho scritti altri, ogni volta che mi spostavo per un viaggio. Prendevo le città in cui stavo come scusa, le persone con cui mi relazionavo e le loro storie si infilavano nei miei scritti. Infine (o finalmente, sei contento Alessandro?). E più scrivo, più il mio stile si fa sicuro, definito, ritrovo alcune forme mie, tempi verbali che prediligo, vocaboli che tornano. Mi ci ritrovo, in questo stile rapido e leggero, stile blog. Ricordo un giorno post-Salonicco in cui parlavo di un mio progetto ad Alessio e m’è uscito spontaneo “Iovoglio fare la blogger!”, e lui a canzonarmi, “Sì come la Ferragni”. Poi sono passati i mesi. Un giorno, tramite Alessio sono entrata in contatto con Silvano, che mi ha invitata a un aperitivo della Costellazione dei Desideri. Fuori era freddino, ero appena rientrata da scuola, avevo una gran fame e questi 4 fiorentini parlavano di desideri da realizzare e io desideravo tanto mangiare e andarmene a riposare. Ricordo che ero stanca per il nuovo lavoro, per tutto quel che stava comportando, ero nel bel mezzo di un cambiamento che mi stava stressando parecchio. Quando Silvano mi ha chiesto se volevo collaborare, ho detto di no. Senza nemmeno starlo a sentire. Con Isacco poi a ripetermi certo che te le sai scegliere bene le situazioni, tu, dici di no senza manco sapere cosa ti offrono e magari era una cosa che ti piaceva. E infatti Isacco aveva ragione. Dopo svariati mesi sono entrata nel ritmo del nuovo lavoro, mi sentivo più leggera. Mi è capitato di scrivere una mail a Silvano per un’altra cosa, e di ricevere un nuovo invito a incontrarci. Stavolta ho ascoltato quel che voleva propormi: scrivere per un blog. Scrivere: tutto ciò che voglio. Dar libero sfogo a questa esigenza espressiva che ho, che non mi sono scelta ma è intrinseca al mio modo di essere. A Silvano stavolta ho detto di sì. E lui a farmi notare ecco hai visto che ci sei arrivata, a noi. Ora è il momento. Sì Silvano, ora è il momento. Lo so perché lo sento, sento che mi stai portando una gioia, tra le mani, ed io sono pronta a riceverla, tenerla con me. E il resto è il presente. Da quando scrivo per il blog, con una certa regolarità e costanza, la mia scrittura è fiorita. Scrivo articoli in cui mescolo le cose che mi succedono a delle riflessioni. Una Carrie Bradshaw all’italiana – sorrido spesso tra me. Solo che io non scrivo per una rivista patinata newyorkese, scrivo per un blog che propone un progetto molto umano. Devo scrivere di desideri: mamma che fatica!! La scrittura sta prendendo il volo e il mio stile sta trovando una sua strada. La riconosco, ora mi è chiara, mi sono (più) chiara. Come collocare al posto giusto un pezzo della mia autobiografia.

È Silvano ad avermi parlato del contest di scrittura di viaggio della SALT Editions, una webzine che si occupa di musica, cinema, libri e viaggi. Mi ha girato il link, ed io d’istinto ho inviato il mio pezzo su Salonicco. Sentivo che avrei potuto farcela, questa volta, a ottenere un riconoscimento. Che ero pronta, che era il momento, quello buono, per accoglierlo – come avevo accolto la proposta di Silvano. Sono passati dei mesi, e oggi ho ricevuto una mail in cui mi comunicano che risulto tra i 3 vincitori del contest. Non credo di suonare presuntuosa nel dire che me lo sentivo. Mi nascondo da sempre – adesso basta. C’è qualcosa che mi riesce, che trova un riscontro nel pubblico: perché nasconderlo? L’ho voluto davvero, quel piazzamento, e alla fine l’ho avuto, e ora so che per me questo non è solo un punto di arrivo in un percorso fatto di studio e pazienza, errori e nuovi tentativi, ma è anche una rinnovata partenza nel cammino della mia scrittura.

Verusca 

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