Siamo in alto a pochi passi dal cielo, qui sulle Terrazze Michelangelo, luogo scelto per un nuovo Aperitivo della Costellazione dei Desideri, in un momento di pausa tra una tappa e l’altra dell’IoVoglioTour 2018 . Sopra la testa tanto blu, e attorno al corpo tanto verde: fronde di alberi a circondare la terrazza, albero dopo albero si forma un cerchio e dentro questo cerchio-terrazza stasera siamo in tanti a riunirci, in un abbraccio ideale, in una specie di “Sogno, un piccolo spazio onirico protetto”, lo definisce Ruggero a inizio serata, come quello nato tra lui e i pellegrini durante l’ultima tappa dell’IoVoglioTour. È uno spazio protetto che si fa nostro per qualche ora, permettendoci di fermarci e distenderci, uscire dalle lontananze e stare insieme, circondarci di nuove storie, nuovi desideri.

All’ingresso Iacopo accoglie gli ospiti con una stella-desiderio, metà stella per l’esattezza, di carta, e colorata. All’ingresso notiamo anche una ragazza sorridente che non conosciamo: ci racconta che sta vicino a Pontassieve, ma è nata in Florida, e poi cresciuta e vissuta in Michigan. “Dal sole alla neve”, scherza Brittany, Brì per gli amici, con quel fare allegro che la contraddistingue. E con lei prendono il via i desideri – quelli avverati intanto. Brì voleva fare il lavoro per cui si è formata nel suo Paese, e dopo quasi 2 anni di vita italiana ce l’ha fatta, ora fa la massaggiatrice. Accanto a lei Sophie, sguardo sicuro e cristallino, viene dall’Olanda e di Firenze che ama ne ha assunto pure le sfumature della lingua quando ci racconta, con cadenza fiorentina: “Facevo l’insegnante di inglese, poi sono diventata scrittrice per un blog, e ora faccio la life coach. È stato un percorso verso il lavoro che volevo davvero fare”. “Iovoglio aiutare gli altri ad essere sé stessi e seguire il proprio sogno”, aggiunge parlandoci del suo progetto “The Yes Woman!”, “Perché se ognuno fa quello che si sente davvero di fare, mette in moto un flusso in cui scorre linfa vitale, e salute”. La serata scorre altrettanto e le storie entrano in contatto, in un tessuto di relazioni nuove: arriva Aleksandra, “Con la ‘k’ e la ‘s’, non con la ‘x’”, ci dice del suo nome serbo, “Ma tutti qui mi chiamano Ale o Alex”, e anche il suo episodio è rivelatore di un desiderio avverato: “Avevo visto una casa, per me e mio marito, me ne ero innamorata subito – Iovoglio quella casa!”-  ma poi era stata venduta ad altri”. Ora in quella casa ci vivono, lei e il marito, per una serie di eventi fortuiti che ce li hanno portati dentro. Semplici coincidenze?…Forse flussi di energia che fluisce libera, e fluendo, spalanca le porte ai desideri. E chi arriva a riportarci alla realtà, è Alessandro, che regge un bicchiere e solleva un “Iovoglio un Vodka Lemon!” tra i presenti, prontamente avverato, con Alessandro che porge quel che in effetti è un Vodka Lemon a chi lo voleva. Tornati al presente, torniamo a quel che ci attende: è ora di scrivere un desiderio sul nostro pezzo-stella. Chi fatica sul pezzo di carta, è Niccolò: “Non so cosa volere, ho già tante cose, un bel lavoro, una casa, una vita affettiva, e a breve un figlio”. Ci vorrà un po’, ma più tardi vedremo anche lui intento a scrivere il suo desiderio-stella.

Chi invece non ha dubbi sul desiderio del qui e ora, è Giulia, che ci travolge al suono di “Iovoglio bere per dimenticare la follia che ho appena fatto!”, ha appena preso l’aereo da Gallipoli, in cui se ne stava in ferie, per partecipare a un concorso di lavoro. È in ansia per i risultati ma aspetterà, e non è male aspettare qui assieme ai suoi amici, con la prospettiva di tornarsene a sud a riprendersi le ferie interrotte. E poi il resto, come sempre, si vedrà … e il resto che arriva in serata è la ricerca della propria metà-stella. Ci dirigiamo tutti verso qualcuno con cui far combaciare la stella di carta. C’è chi lo trova subito: “Io ho scritto ‘Iovoglio imparare a rallentare’, ma ho trovato la mia metà-stella dopo pochi secondi! – se ne esce Verusca, e passando di là Guido le mormora un “Forse non è ancora il momento, ci devi lavorare ancora un po’”. Chi invece non vuole rallentare ma star dentro i ritmi pieni della sua vita è Fatjon: “Iovoglio ancora tanti tanti bei giorni come questi”, scrive sulla stella che combacia con quella di Verusca. Anche lui sarà presto babbo, dall’Albania è arrivato a Firenze, che ama: “Mi piace tutto qui, soprattutto le persone”. Le persone che tornano, lo stare insieme come rimedio a una individualità che può farsi sterile, e sola, perché “Insieme tutto è possibile”, ci ricorda Silvano passando al volo tra i divani.

Ci torna in mente un articolo scovato ieri, spiegava che un albero da solo non è una foresta, non sa creare un clima ambientale equilibrato. Invece molti alberi assieme sanno dar vita ad un ecosistema armonioso capace di mitigare gli eccessi atmosferici e produrre un ambiente protetto. Torna lo spazio onirico protetto di Ruggero, a fine serata, e torniamo noi che siamo come gli alberi che abbiamo qui attorno sulla terrazza, a caccia di altri alberi-persone per realizzare un contesto di vita sano e armonico, per esclamare all’unisono che “Insieme si sta meglio”.

I Wish Hunters – i cacciatori di desideri

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