Ci sono volte in cui ti senti pronto a tuffarti nel flusso di nuove esperienze con fiducia ed entusiasmo, come ha fatto Ruggero con noi, presentandosi con la sua bicicletta alla partenza della seconda tappa dell’IoVoglioTour 2018.

“Non so dove andremo, non so cosa faremo, ma già la compagnia è… una voglia incredibile di stare con loro” – sono le parole che ci regala prima di prendere il treno per San Miniato la sera di venerdì 20 luglio.

Oggi è domenica 22 luglio, abbiamo percorso lunghi tratti di strada sterrata e incontrato vari  pellegrini, interagito con loro e i loro desideri. Queste le parole di riflessione che ci dona Ruggero a tappa conclusa, prima di lasciarci e rientrare nella sua quotidianità:

Le nostre vite sono piene di luoghi comuni. E quando si tratta di stravolgere i luoghi comuni, ecco entrare in gioco Iacopo e Silvano della Costellazione dei Desideri.

Da bambino mi hanno insegnato che “L’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re”, sono cresciuto con questa convinzione. In questi giorni abbiamo fatto un tratto della via Francigena da San Miniato ad Altopascio e poi abbiamo ripercorso la stessa strada al contrario, con l’intento di ribaltare – simbolicamente – questa convinzione e creare un nuovo detto, il nostro detto: “L’erba vorrei non cresce da nessuna parte!”.

Siamo partiti sabato 21 luglio da San Miniato per incontrare i pellegrini e interrogarli sui loro desideri, ci siamo mossi controcorrente come i salmoni per incrociarli sul loro cammino. Li abbiamo accolti e ascoltati, ci siamo interessati a loro, dei motivi che li hanno spinti a percorrere questo cammino simbolico… tutti questi chilometri… abbiamo rivolto loro la nostra domanda: “Qual è il tuo desiderio, che cosa vuoi?”. È diverso da “Che cosa vorresti?”, perché “vorresti” vuol dire che il tuo desiderio si può realizzare soltanto se gli altri ti danno il permesso, se l’ambiente intorno te lo permette. Invece il “voglio” rappresenta la tua volontà personale… come vuoi cambiare tu la tua realtà, in prima persona… è indipendente dagli altri ed è indipendente dagli eventi esterni… Il nostro “voglio” può trascinare, il nostro “voglio” può creare, il nostro “voglio” può cambiare la realtà e cambiare gli altri.

Tra le regole della Costellazione dei Desideri c’è anche “Puoi desiderare qualcosa di assurdo”. Ma cosa vuol dire “assurdo”? Vuol dire qualcosa che pensi sia irrealizzabile! Ma perché è irrealizzabile?… perché dipende dagli altri?? Perché dipende dalle circostanze?? A volte noi pensiamo che le cose siano irrealizzabili perché abbiamo l’immaginazione ovattata dall’ambiente che ci assorda o perché non siamo in grado di dire NO. Ma ricordatevi che i NO che dite sono degli enormi SI alla realizzazione di quello che volete voi, dei vostri desideri!

Andando verso Altopascio abbiamo conosciuto Emanuele, che ha condiviso un desiderio molto interessante: “Iovoglio essere sulla giostra, non fuori ma dentro la giostra che gira e girare assieme a lei”. È una bella immagine, un’osservazione interessante perché spesso le persone sono astratte dalla realtà e dalla realizzazione dei loro desideri in quanto sono proiettate verso universi irraggiungibili, sono fuori dalla giostra. E poi ci ha proposto un esempio altrettanto bello: immaginate una mosca che si muove liberamente nell’aria col suo istinto di mosca . A un certo punto la mosca si posa su un vetro e vuole andare oltre, ma fisicamente non è possibile. È quando voi vi avvicinate alla mosca e la schiacciate facilmente. La mosca si lascia uccidere perché ha perso il suo focus ed è fuori dalla realtà, è fuori dalla giostra.

Confrontandomi con i pellegrini assieme ai miei  compagni di viaggio, in questi giorni, ho capito che i desideri più profondi riguardano quello che abbiamo intorno. Nessuno di loro ci ha detto “Iovoglio andare su Marte”, nessuna ci ha detto “Iovoglio essere una diva di Hollywood”. Quando qualcuno (pochi, per fortuna) ci ha detto “Iovoglio vincere la lotteria”, noi gli abbiamo chiesto: “E cosa ci faresti con quei soldi?”, la risposta è stata: “Per prima cosa, viaggerei, e poi, aiuterei le persone in difficoltà”. Allora lo abbiamo provocato sul viaggiare: “Perché non viaggi e basta, ci sono tante persone che viaggiano senza soldi, nei nostri vari pellegrinaggi abbiamo avuto modo di conoscerle. Si può fare! Potresti anche iscriverti alla banca del tempo! Cosa sai fare?”. E in risposta all’affermazione sui soldi per aiutare le persone” abbiamo ribattuto: “Perché non inizi ad aiutare le persone dalle piccole cose? Perché pensi che l’aiuto debba essere solo di tipo economico?”. È sempre così. La società ci mette davanti dei vetri su cui finiamo per schiacciarci, ci specchiamo, ci vediamo brutti e distorti, cadiamo in preda a fattori esterni – persone, situazioni, il tempo – che ci schiacciano facilmente perché perdiamo il nostro istinto-mosca.

Consiglio tanto questa avventura, parlare con i pellegrini è come parlare con noi stessi, è come interrogare noi stessi perché il pellegrino vive il ritmo del passo, vive l’un-due, un-due, un-due ancestrale, il ritmo purificatore, il ritmo della vita.”

 

Ruggero

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