Ruggero ha capelli ricci ribelli e un sorriso luminoso: è il primo pellegrino a unirsi al nostro cammino, e questo ci rende particolarmente emozionati e grati. È con noi in attesa a Santa Maria Novella, si respira un’aria speciale stasera: “Sono carichissimo per questa avventura” – ci confida entusiasta, e attorno a noi l’energia è talmente accesa che la stazione sembra sul punto di farci volare via – verso i nostri desideri. Invece a farci volare via per ora è un treno che ci porta fino a San Miniato, assieme alle nostre fidate bici. Scesi dal treno, l’energia della partenza si trasforma in energia dell’incontro: ad accoglierci al convento francescano che ci ospita per la notte, c’è Adam, che nella vita si prende cura di chi ha si è perso un po’ per strada, per favorirne il re-inserimento sociale. Nasce subito una connessione con il nostro progetto: Adam infatti propone un percorso sul sogno. Il bi-sogno di un sogno, di un desiderio, per ritrovare la strada. Noi la strada la riprenderemo domattina per Altopascio, e nel mentre ci lasciamo travolgere da una nuova energia: un gruppo di spagnoli ci si fa incontro. Sono lì per mettere in scena uno spettacolo teatrale sotto forma di coro, e Ruggiero ha un’idea: farli esibire per noi, e subito dopo regalarci un loro desiderio, sull’onda del canto.

Comincia Juan, che condivide il suo “Iovoglio essere più connesso con le persone, comunicare più facilmente con gli altri”. Stiamo entrando nel sentiero della relazione – osserverà verso sera Iacopo – il fil rouge che sembra unire molti dei pellegrini incontrati. E infatti Maria ci dona un “Iovoglio prendermi più cura degli altri”. La cura degli altri che torna. Marta invece condivide un “Iovoglio continuare il mio cammino”. La cura di sé.
Arriva l’ora di cena, e con la cena nuovi incontri e nuovi desideri. Siamo nella sala, bellissima, in cui cenavano anticamente i monaci. L’atmosfera è pregna, di Storia, e delle storie che ascoltiamo. Anna ha perso qualcuno, che un giorno ha deciso di non esserci più, e da allora si è messa a camminare, letteralmente parlando. Ha fatto un tratto iniziale della Francigena assieme al marito, ora sta proseguendo da sola, dopodiché concluderà il cammino di nuovo con il marito. La perdita di una relazione fraterna. Ma un altro tipo di relazione che va avanti, con il marito, e la nutre. Il desiderio di Anna: “Iovoglio continuare ad avere dentro di me l’equilibrio che sto raggiungendo camminando” ci rende ancora più consapevoli della forza della Francigena, e ce ne andiamo a dormire con la consapevolezza del cammino come mezzo per mettere in relazione mente e corpo.
La mattina dopo siamo pronti a partire per Altopascio, tra sentieri serrati e boschi. La tappa non è particolarmente impegnativa, e questo ci permette di dedicare più tempo all’incontro, alle persone che hanno voglia di spendere una parola con noi. Anche questa giornata ci porta dentro i meandri della relazione, sotto varie forme: incontriamo una coppia nata da poco, in allenamento per Santiago. Hanno deciso di cominciare la loro storia d’amore con questo pezzo di cammino condiviso. Un percorso che inizia – su strada e nella vita.

E ancora, 2 capi scout con un gruppo di adolescenti. Entrambi ci confidano di avere sofferto nel lasciare a casa il figlio piccolo, o la moglie appena sposata. La relazione torna anche nei discorsi di Francesco: in 14 anni, è la prima volta che parte da solo, senza la compagna, ma ne ha sentito la necessità, ha perso il lavoro: “Iovoglio prendermi dei giorni per me stesso; io voglio ridefinire i miei obiettivi e i miei desideri; Iovoglio ridare valore al concetto di solidarietà per farmi esempio per gli altri”. E la sinergia vitale che ci ha accolti ieri sera con il gruppo di spagnoli sembra ritornare nel desiderio che chiude questa giornata: ci imbattiamo in un vecchio mulino dell’800 ora trasformato in club privé. Il gestore non ha difficoltà a raccontarci il suo desiderio: “Iovoglio stare sopra la giostra e non sotto a guardare gli altri giocare”, essere libero di fare quel che gli piace, continuare ad essere felice, essere protagonista della vita che scorre, nei suoi aspetti più piacevoli e terreni. Ci voltiamo e non a caso ci troviamo in mezzo a un campo di girasoli: il girasole, si sa, come simbolo di allegria e spensieratezza. Ma il comportamento del girasole, il suo volgere lo sguardo verso il sole dall’alba al tramonto, ha un ulteriore significato: la dedizione, il desiderio di stare con le persone care.
E allora ci siamo, ragazzi, ci siamo proprio dentro, in questo IoVoglioTour 2018, al desiderio di relazione, di cura e dedizione verso gli altri – con intervalli di dedizione e cura verso sé stessi, prima di tornare nella relazione.
E domani si continua a pedalare, e a bloggare – seguiteci su strada, o su questo blog!!

I Wish Hunters – i cacciatori di desideri

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