Chiudete gli occhi e immaginate un verde brillante che si schiude tra di voi, ovunque attorno. Una strada sterrata che sa di echi lontani. Ora riaprite forte gli occhi e quel verde è lì, davanti  e intorno a voi. Scendete dalla bici e lo potete toccare con mano, annusare tutto come si fa con una rosa. È un verde-profumo avvolgente, come un cuscino caldo che vi culla prima del sonno. Ma noi siamo ben svegli invece, dall’alba in sella alle nostre bici elettriche che sfrecciano felici lungo il percorso della nostra prima tappa, partenza Lucca, arrivo Avenza (Massa Carrara). Quando sono arrivate le bici, il giorno prima della partenza, abbiamo provato l’emozione del bimbo che scarta il regalo di Natale atteso per 12 mesi. E dopo 12 mesi siamo ri-partiti pure noi, occhi accesi e gambe svelte, mani affondate sui manubri e via, ad immergerci nei desideri dei pellegrini incontrati per strada o di chi vive in questi luoghi. Nel cuore un grande grazie all’Associazione Via Francigena Toscana e Cammini, che sostiene e promuove questo progetto, assieme a Regione Toscana.

Ora chiudete un’altra volta gli occhi e immaginate il colore del sole, riapriteli e vi ritrovate circondati da tanto giallo-fieno, secco solo in superficie. Perché sotto, che preme, c’è il colore e sapore della natura che sta per rinascere. E noi con lei, ci sentiamo ri-nascere,riscaldati dal giallo-fieno-terra, come tanti semini da proteggere e far crescere. Come i semini di trifoglio che iniziamo a spargere tra la gente, siamo qui a ri-nascere tra la natura, a ri-farci umani assieme al verde degli alberi che affianchiamo, assieme al giallo dei campi che simbolicamente ariamo con le tracce del nostro passaggio. Ci sentiamo parte di questa terra e del Serchio, il fiume che la traversa. Ci tornano in mente ricordi di scuola, Ungaretti che cantava il Serchio come uno dei fiumi della sua vita ne “I fiumi”, e noi ora a cantarlo come il fiume che ci fa compagnia in questo tratto di viaggio.

E così come è giallo il campo di grano mietuto, così è giallo il colore dei desideri-stella che stiamo cacciando. Il colore di ogni desiderio poi, si fa “altro”, a seconda di chi incrociamo. Per ogni persona un desiderio, per ogni desiderio una sfumatura di colore diversa, originale e unica. Dunque dopo il verde e il giallo siamo pronti per tuffarci nel “colore-desiderio”di chi incontriamo: il primo sa di nubi scure, parla di malattia, ma appena lo ascoltiamo davvero, prende il colore del verde-speranza, perché Francesco, il primo pellegrino-desiderio, ci sorprende col suo “Io voglio ridefinire il concetto di malattia”. Si susseguono gli incontri e così anche i desideri: che colore potrà mai avere i il desiderio di un libraio, bianco-carta forse? Marco il bianco dei  suoi libri lo ha momentaneamente abbandonato e ora si trova in una zona di sosta grigia, in cerca di sé tra i colli lucchesi: “Io voglio (ri)trovare me stesso”. E chissà che da quel grigio, in mezzo ai colli verdi, non nascano nuovi colori… Federico invece è partito senza il minimo allenamento, ma con tanta voglia di fare e pedalare: ha lasciato Milano in direzione sud, ed insegue il suo desiderio – “Io voglio arrivare in Puglia!” – , che sa di giallo-sole-pugliese, con una media di 90 km al giorno. Delia e Lorenzo hanno nel cuore un ricordo, il motto della loro prof. delle superiori che li invitava e tendere l’arco del desiderio tra la gente, ed è così che ci accolgono e salutano, nell’ascoltare il nostro progetto.

È sera e siamo ad Avenza, dopo una prima tappa di 60 km. La Via Francigena ci ha ricevuti nel migliore dei modi, coi toni morbidi e solari di chi sa ospitare, in ogni momento, gli stessi toni di Gianni e Gina che ci hanno fatto vivere l’esperienza dell’accoglienza nella Casa del Pellegrino di Valpromaro. Prima di addormentarci ci risuona dentro il racconto curioso di un gruppo di giovani incontrati prima: “Non abbiamo seguito a pieno il percorso della via Francigena perché volevamo sentirci liberi di andare verso il nostro obiettivo – la città di Lucca – ma senza sapere precisamente da dove passare. E alla fine, fatalità, finivamo per ritrovarci sempre sulla via Francigena”.

Dunque la via Francigena che sa accogliere e rimanere, così come rimarremo noi sulle sue vie sterrate ancora per un po’, e di sicuro a lungo sulle vie virtuali di questo Blog: continuate a seguirci e a desiderare assieme a noi!!

I Wish Hunters – i cacciatori di desideri

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