Non andate a Gallipoli… non ci andate.. è bella ma troverete il Kaos.. non c’è un metro quadro di spiaggia libero..trenini che fanno il giro della città vecchia con canzoni trash urlate a squarciagola… locali pieni…. non andate. Queste erano le parole di circa l’80% delle persone alle quali raccontavamo la nostra prossima tappa.

Ecco cos’è successo in sole 36 ore:
Passare 40 minuti in fila per prelevare i soldi dal bancomat nemmeno fossimo ad Atene.
Cercare di parcheggiare le biciclette dentro la stazione dei Carabinieri per eccesso di sicurezza.
Prendere il trenino e cantare a squarciagola tutto il repertorio napoletano.
Capire che Guido è un magnete di storie, persone e racconti di disagi umani.
Guardare il tramonto e aspettare l’alba per tornare a casa con il miope Federico.
Fare colazione con Pollo patate peperoni e caffè!
Intervistare un gruppo di pratesi e scegliere di non andare alla spiaggia simalPappete! forse in un viaggio basta anche una location così.
Nella calca e nelle code di ore per mangiare il pesce fresco…. abbiamo imparato che 200 mt più entro terra c’è sicuramente il ristorante del figlio o del cugino dove paghi meno e forse mangi meglio.
In un bagno privato con 40€ puoi dormire in 3 ma minimo hai in collo due figlioli e 25 cm tra un’ombrellone e l’altro.
Il tour è quasi finito… Trenitalia è un rebus da sciogliere con le sue regole e la sua voglia di capire sempre chi si prende la responsabilità delle scelte.
Arriviamo verso Lecce in serata cercando di capire perché la moda del momento è mettere cartelli contro i rifiuti in strada ricoperti di lavatrici- televisioni- bottiglie e tutto quello che l’uomo produce d’inquinante. Ma la raccolta differenziata?

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